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La Storia Del Tifo a Piacenza


I prodromi del tifo piacentino si registrano intorno alla metà degli anni Settanta. Nel 1974 un gruppo di ragazzi soliti ritrovarsi presso l'allora Bar Lele fonda il COMMANDO ULTRÀ. Il loro posto allo stadio era in gradinata, in prossimità della curva Sud. L'anno dopo, con la promozione in B, arrivarono in curva gli ULTRAS e i BOYS. Un altro gruppo che riuscì ad animare in modo caloroso le frange scalmanate della tifoseria furono i KAMIKAZE BIANCOROSSI. Nel '76/'77 i sostenitori più esagitati si spostarono in curva Sud. Tre anni dopo tutti i gruppi preesistenti si sciolgono e rinascono sotto il nome di READ EAGLES. Comparì sulla ringhiera del nostro stadio l'insegna Boys: non si trattava in realtà di uno dei gruppi piacentini sopracitati, bensì di uno striscione appartenente ai "cugini" grigiorossi. A rubarlo nella curva Sud di Cremona fu un giovanissimo e promettente ultrà entrato nella tana dei nemici. All'età di sedici anni questo impavido adolescente razziò anche un tamburo, difeso con le unghie e con i denti, durante un derby con la Cremonese. Le tensioni sociali che dilaniavano l'Italia erano avvertite particolarmente dai giovani che credevano strenuamente nei loro ideali, per una fede (soprattutto politica) erano disposti a morire, erano gli anni di piombo e delle manifestazioni di piazza. Per queste ragioni i primi ultras italiani erano sprezzanti del pericolo, determinati, oltranzisti, pronti a tutto e facevano un tifo il cui patrimonio corale risentiva molto degli slogan politici più in voga nei cortei. In pochi partivano per le trasferte dato che i tifosi ospiti non erano separati dai locali e la polizia non scortava chi si avventurava a vedere una partita in un'altra città. Chi decideva di andare era consapevole di rischiare grosso, infatti alcuni ultras portavano con sé chiavi inglesi, mazze, coltelli (il cui uso si diffuse largamente negli anni 80) e pistole lanciarazzi (anche la tifoseria piacentina poteva annoverarne una nel suo "arsenale" dei primi 80). Agli albori del tifo i supporters piacentini avevano una larga base proveniente dal quartiere Infrangibile (da sempre attaccatissimo alle sorti dei "papaveri") che dai trentenni e quarantenni di oggi è ricordato come un "covo" di bulli di periferia e scalmanati amanti delle risse. A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta i pionieristici ultras piacentini erano orientati su posizioni di sinistra, forse anche per questo fu siglato il gemellaggio con le Brigate Gialloblu del Modena. Il tifo degli anni 80 è caratterizzato dalla mancanza di un gruppo trainante, con tante unità indipendenti, e spesso effimere, che popolavano la curva. Il trasferimento di tutti i gruppi in curva Nord si verifica nell'81, rappresentando un punto di svolta dopo una profonda crisi protrattasi per due anni. Della stagione '82/'83 sono da ricordare le due gare contro il Vicenza: a Piacenza ci fu l'invasione di campo da parte piacentina; al ritorno la trasferta nella città palladiana fu seguita da numerosi tifosi della lupa visto che in palio c'era la permanenza in C1. Addirittura il sindaco di Piacenza scese al fianco degli ultras sistemandosi in curva con loro. La presenza massiccia dei piacentini ed il loro tifo non servirono a salvare il Piace che fu retrocesso per la classifica avulsa. Nell'annata '83/'84 tutti i gruppi della Nord si fondono ne I RAGAZZI DELLA NORD, supportati nella loro attività da I RAGAZZI DELL'INFRANGIBILE e dalla FOSSA DEI LEONI, ovvero una frangia di fuoriusciti degli stessi Ragazzi della Nord.

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